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Perdersi in un labirinto di bambù

Poco tempo fa, in una mattinata senza grandi programmi, ci siamo guardate attorno e abbiamo pensato di partire. Dove andare per una gita fuori porta di mezza giornata? Abbiamo preso la macchina e dopo un po’ di strada ci siamo ritrovate nell’ampio parcheggio del Labirinto della Masone a Fontanellato, in provincia di Parma.

Il Labirinto della Masone si trova a 11 km da Fidenza e 96 km da Parma.
Se arrivate da Bologna prendete l’uscita A1 Parma e poi proseguite per Fidenza; se provenite da La Spezia prendete l’uscita A15 Parma Ovest e poi proseguite per Fidenza; se arrivate da Milano prendete l’autostrada A1 uscita Fidenza, seguite poi per Parma.
Arrivare è stato semplicissimo!

Con la curiosità alle stelle ci siamo dirette alla biglietteria e abbiamo iniziato il percorso… verso l’uscita! Sì, perché qui si trova il più grande labirinto al mondo costruito con canne di bambù di diverse specie. La superficie copre ben 7 ettari di terreno e, al centro, una grande piazza vi accoglie con una piccola chiesa a forma di piramide. Il percorso è stato coinvolgente, ogni angolo nasconde una specie diversa di bambù e le piante possono arrivare anche a 15 metri di altezza; il percorso si snoda tra l’ombra delle piantagioni su stradine di cemento in cui non vi sono suggerimenti, seguire l’istinto è l’unica soluzione.
Non temete, siamo uscite dopo circa un’ora e mezza e siamo qui a raccontarvelo!

All’uscita avete la possibilità di visitare la collezione della Fondazione Franco Maria Ricci e scoprire chi ha inventato, progettato e costruito questo capolavoro incastonato nella campagna parmense. E’ stato molto bello scoprire che esistono ancora persone affezionate alla cultura e che rendono disponibile a tutti ciò che hanno ideato e creato nel corso della propria vita. Si tratta infatti della collezione privata proprio di Franco Maria Ricci – editore, designer, collezionista e filantropo. La sua storia ci ha affascinate: dopo gli studi di geologia e una prima esperienza lavorativa per la società petrolifera Gulf, Franco lascia il lavoro e intraprende la carriera di tipografo proponendo una ristampa molto apprezzata del Manuale tipografico di Giambattista Bodoni e successivamente curando ristampe e collane autografe di pregio. Siamo negli anni Sessanta.
Nel museo si possono ammirare e sfogliare, oltre alle opere d’arte collezionate in cinquant’anni da Franco, anche le stampe della sua rivista e alcuni esemplari delle sue collane più famose.
L’idea di labirinto lo ha sempre affascinato, forse perché amico dello scrittore Jorge Luis Borges, a cui il tema del labirinto e delle scelte umane è caro, forse perché desideroso di lasciare un segno indelebile e fruibile per tutti.
Le sue parole a riguardo furono le seguenti:

Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. […] Credo che guardandolo, e parlando con lui degli strani percorsi degli uomini, si sia formato il primo embrione del progetto che finalmente, nel giugno del 2015, ho aperto al pubblico. Com’è noto, quando fece costruire il suo Labirinto, che era una prigione, Minosse nutriva intenzioni cupe e crudeli; io immaginai un equivalente addolcito, che fosse anche un Giardino, dove la gente potesse passeggiare, smarrendosi di tanto in tanto, ma senza pericolo.

Alcuni dei loghi più famosi, tratti dal sito ufficiale

Altro particolare che vi sveliamo, e che non conoscevamo prima, è che Franco Maria Ricci è un designer di spicco in Italia e che molti marchi noti sono stati curati direttamente da lui.
Gli sono da attribuire marchi quali Smeg, Poste Italiane prima dell’attuale restyling blu e giallo, le copertine dei biglietti aerei Alitalia degli anni ’80 e molti altri.

Da questa divertente giornata ci siamo portate a casa molte sensazioni: dopo lo smarrimento temporaneo tra i sentieri del labirinto è arrivata la soddisfazione di aver trovato curiosità e notizie sul suo creatore.
Ci siamo dirette quindi alla macchina e, durante il rientro a casa (senza perderci!), ci siamo ripromesse di guardare l’Italia – e tutti i suoi preziosi angoli nascosti – con molta più cura e attenzione.

2 Commenti
  1. silvia 6 mesi fa
    Rispondi

    Questo è una di quelle cose che avevo in programma questa primavera. Purtroppo poi si sa come siamo messi ora ma #torneremoaviaggiare nel frattempo prendo le informazioni dal tuo articolo per quando finalmente potrò andarci.

    • Ciao Silvia! Certamente appena sarà possibile ti consigliamo di andarci è veramente un posto curioso.

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