Martedì nero a Wall Street

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Il 29 ottobre del 1929 è ricordato come il Big Crash o Martedì nero: il giorno del crollo della Borsa di New York che decretò la Grande Depressione.
L’edificio storico si trova al numero 11 di Wall Street, nel cuore del Financial District a sud di Manhattan: qui si svolgono le contrattazioni. La sede operativa si trova al numero 18 di Broad Street (fonte: wikipedia).

Non è possibile accedervi per motivi di sicurezza, ma nelle vie si percepisce chiaramente la frenetica attività dell’economia newyorkese e mondiale. La Borsa di New York (NYSE – New York Stock Exchange) viene soprannominata Big Board ed è considerata, ancora oggi, la più grande borsa valori al mondo per volumi di scamb

La zona del Financial District concentra diversi edifici dal carattere economico tra i quali la Federal Reserve – la Banca centrale degli Stati Uniti visitabile su prenotazione, diverse altre Banche e il One World Trade Center.

Imperdibile la ricerca del famoso toro, la statua nel Bowling Street Park che rappresenta la forza, il potere e la speranza del popolo americano. La statua di bronzo fu collocata lì nel 1989, due anni dopo il crack finanziario del 1987, dall’artista italo-americano Arturo di Modica senza l’autorizzazione delle amministrazioni pubbliche, ma di fatto non venne mai rimossa.
Il toro simboleggia l’andamento dei mercati, probabilmente perché nel momento dell’attacco muove le corna dal basso verso l’alto, metafora dei prezzi che salgono. La statua immortala l’animale durante la carica e viene infatti identificata anche con il nome di Charging Bull.

Altra piccola curiosità: al numero 23 di Wall Street si trova l’edificio dell’ex sede della Banca J.P. Morgan; il palazzo, detto anche the corner per la sua struttura a forma di angolo, riporta sulla facciata i fregi di un tragico avvenimento: l’attentato del 16 settembre 1920. Quel giorno 227 kg di chiodi e piombini e 45 kg di dinamite, trasportati su di un carretto trainato da un cavallo, esplosero davanti la sede della Banca. I responsabili non furono mai individuati con certezza e il giorno successivo le attività finanziarie ripresero immediatamente, pertanto molte prove e macerie vennero rimosse. Di tutta quella terribile vicenda restano i segni sulla facciata calcarea, dei fori che il banchiere Jack Morgan volle lasciare per ricordare l’evento.

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