La splendida Napoli in 4 giorni

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Quando un forestiero viene al sud piange due volte, quando arriva e quando parte.

Benvenuti al Sud

Prima di partire ci siamo sentite dire spesso questa frase: Napoli o la ami o la odi, non ci sono vie di mezzo. Ed effettivamente così è. Napoli non conosce mezze misure nella sua enorme bellezza e nelle sue diverse contraddizioni. Inutile dire che, se siamo qui a parlarne, è perché l’abbiamo amata follemente e desideriamo trasmettere anche a voi questa sensazione prepotente di volerci fare ritorno.
Dalla stazione all’hotel il tragitto è stato meravigliosamente caotico e inaspettato: vicoli stretti, musica alta, motorini sfreccianti, chiacchiere confidenziali dalle porte aperte della case. Una sensazione diffusa, per dirla in breve, di vita vissuta appieno che inevitabilmente scalda e accoglie chi arriva qui per la prima volta.

Giorno 1.

Antica Pizzeria Gino Sorbillo

Dopo esserci accomodate all’hotel Dimora delle Arti, una graziosa struttura in un contesto residenziale del centro storico, il nostro viaggio non poteva che iniziare con la migliore delle cene: la pizza napoletana per eccellenza alla Pizzeria Gino Sorbillo.
L’attesa è stata sfiancante (due e ore e mezza fuori dal locale) ma ripagata dalla bontà della pizza stessa.

Giorno 2.

Finalmente la nostra esplorazione della città poteva iniziare!
Partiamo da un concetto molto semplice: Napoli si visita comodamente a piedi. Per i più pigri c’è la metropolitana che collega tutti i luoghi principali del centro ma, condizioni meteo permettendo e tralasciando alcune chicche che vi racconteremo in seguito, in generale non vale la pena prenderla.

Percorrendo la lunga Via dei Tribunali (una delle nostre vie preferite!) si scopre il centro della città: botteghe storiche, bancarelle di ogni genere, bar e pasticcerie e soprattutto ristoranti e pizzerie per tutti i gusti. Le strade più vecchie sono lastricate di pietra vesuviana, le grandi vie laterali, invece, accolgono i nuovi monumenti.
Abbiamo dunque visto il Duomo di Napoli (dimora del patrono San Gennaro), un’imponente cattedrale che custodisce al suo interno, in una basilica separata, il busto del Santo.

Chi è San Gennaro?
Fu il vescovo di Benevento. Venne condannato alla decapitazione nel IV secolo a Pozzuoli per aver interceduto alla liberazione dell’amico Sossio, fatto prigioniero perché cristiano.
Viene ricordato tutt’oggi in due date: il 13 aprile per la traslazione del corpo e il 19 settembre per il martirio.
Cosa c’è nel busto?
Il busto contiene le reliquie del Santo: il cranio e le ampolle con il sangue raccolto dopo il martirio, come era d’uso all’epoca. Il busto venne fatto costruire da Carlo II d’Angiò, è di argento dorato impreziosito da pietre e smalti. Il busto viene portato in processione a maggio assieme alle statue degli altri santi compatroni.
Il rito della liquefazione
Secondo la tradizione il sangue raccolto nelle due ampolle (una piena per tre quarti, l’altra semivuota a causa della trafugazione da parte di Carlo di Borbone, che ne portò il contenuto in Spagna) viene mostrato ai fedeli il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. L’arcivescovo mostra le reliquie ai fedeli durante la cerimonia: se il sangue diventa liquido è di buon auspicio per la città, viceversa è considerato di malaugurio.

Ci siamo poi dirette verso il quartiere Sanità e più precisamente alla Pasticceria Poppella dove è possibile assaggiare l’inimitabile (e dicono anche il più buono) Fiocco di Neve, un dolcetto ripieno di morbida crema al latte (o altre varianti) che lascerà a bocca aperta anche i più scettici.

La Pasticceria Poppella nasconde una piccola curiosità: il nome deriva dalla fusione dei nomi dei fondatori. I nonni di Ciro Poppella si chiamavano Raffaele e Giuseppina ma in dialetto stretto Papele e Puppnella; da lì, dopo tanto tempo, uscì il nome Poppella!

Palazzo Sanfelice

Il quartiere si snoda fra la via principale piena di bancarelle e i vicoli laterali più residenziali dove, cercando con un po’ di pazienza, si può scorgere il Palazzo Sanfelice con la sua particolare scala ad ali di gabbiano.

Molti palazzi napoletani hanno al loro interno un piccolo cortile e un’ampia scala semiaperta che consente di raggiungere tutti i piani stando al coperto. Questo tipo di architettura si deve a Ferdinando Sanfelice che nel ‘700 realizzò, tra gli altri, la scala del Palazzo Sanfelice e del Palazzo dello Spagnuolo. Le scalinate si affacciano sul cortile interno e presentano volti, archi e rampe inserite e studiate per creare un gioco di pieno e vuoto che lascia lo spettatore ad occhi aperti sia prima di accedervi, sia durante la salita e la discesa. La complicata struttura, nuova per l’epoca, valse un simpatico soprannome all’architetto che venne definito Levat’a’sott (togliti di sotto), in quanto si credeva che le sue strutture fossero pronte a cadere da un momento all’altro, tanto erano contorte e complicate. Fortunatamente ciò non è mai accaduto e ancora oggi possiamo ammirare queste rampe che, dal basso, sembrano scale infinite senza capo né coda, simili alle più recenti ideazioni su carta di Escher.

Poco distante da qui si trova la casa natale di Totò, uno dei simboli laici più importanti della città. Sì perché Napoli è una città che fonde, nella sua atmosfera vivace, il sacro con il profano. Tutto convive armoniosamente in un susseguirsi di rumori, musica neomelodica e traffico.
I principali simboli che incontrerete sicuramente lungo le vie e nei locali sono: San Gennaro, il patrono; Totò, attore famoso per i suoi film in dialetto napoletano insieme a Eduardo de Filippo; la Madonna e i Santi protettori delle chiese della città; Maradona, immancabile testimonianza del calcio napoletano; Sophia Loren, meravigliosa attrice di fama internazionale; Pino Daniele, artista che ha reso famosa la canzone napoletana (e non solo) in tutta Italia e all’estero.
Abbiamo comunque approfondito i nostri incontri con la simbologia napoletana in un articolo apposito che vi lasciamo qui sotto.

Dopo il pranzo nella Pizzeria Da Michele – inutile dirvi che pizza meravigliosa potete gustare qui – abbiamo fatto una piccola deviazione dal nostro percorso alla Basilica della Pietrasanta dov’era allestita un’interessante mostra su Andy Warhol, noto esponente della pop art.

Curiose sono le poesie appese alle pareti della famosa Pizzeria da Michele. Eccone alcuni estratti:
Cu l’aglio, lu oglio e arecate | oppure a pummarola | pare na cosa facile | fa’ a pizza è na parola
n’ce vo na pasta morbida | s’addda sapè n’furnà | o gusto è chi a pripara | pe nun ve n’tussucà
a pizza è nata a napule | ma poche in’ dò mestiere | ve ponne dà o piacere e farvela mangià […]

A mostra conclusa non sapevamo esattamente dove andare a cenare. Ci siamo dunque fiondate sullo street food napoletano scegliendo l’imperdibile cuoppo, un cono di carta ripieno di frittura mista (di pesce, di terra, etc.).

Giorno 3.

Il giorno dell’Epifania è stato quello dedicato alla tradizione napoletana per eccellenza. Dopo aver visto il Cristo Velato nella Cappella Sansevero, abbiamo percorso Via San Gregorio Armeno (la Via dei presepi) e ci siamo fermate in diversi negozietti artigianali dedicati alle più disparate statuine e accessori vari.

Da qui, passando per il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, ci siamo incamminate verso una zona sì popolare ma ad oggi anche turistica, ovvero i Quartieri spagnoli.
Accedervi è semplice, basta percorrere la lunga Via Toledo che, da Piazza Dante, accompagna fino a Piazza del Plebiscito.
Prima di addentrarci tra le viuzze, un tempo residenza dei soldati spagnoli (da qui il nome), abbiamo fatto due veloci tappe: il mercato della Pignasecca e la stazione della metro di Toledo.

Mercato della Pignasecca

Nella prima via si trova un mercato rionale molto caratteristico che porta alla stazione di Piazza Montesanto dove si può prendere la funicolare per il Vomero, ma di questo vi parleremo fra poco.

Metro di Toledo

Nella stazione della metro di Toledo si può ammirare, nella galleria del mare, un meraviglioso e ampio mosaico azzurro, opera dell’artista contemporaneo Robert Wilson.
La linea della metro è stata protagonista, negli ultimi anni, di un progetto di restauro e ampliamento e alcune stazioni custodiscono tesori tali che valgono da soli il biglietto della corsa.

Poco lontano, Piazza del Plebiscito ci ha accolto con il suo locale storico, il Gambrinus, immancabile pasticceria dove abbiamo assaggiato babà e sfogliatelle squisiti.
Vi dobbiamo confessare di aver fatto il bis di sfogliatella da Mary (considerata la regina di questo dolce tipico), che si trova all’ingresso della Galleria Umberto I lato Via Toledo.

La sfogliatella, uno dei dolci imperdibili di Napoli, è presente in due versioni. Chi preferisce la riccia, chi la frolla o chi non rinuncia ad entrambe… ebbene vi consigliamo di provarle tutte e due. Sappiate che la riccia si presenta con la forma tipica della conchiglia (molto simile alle prime create dalle suore di clausura del Convento di Santa Rosa da Lima sulla costiera Amalfitana), è croccante e racchiude il tipico cuore morbido di crema. La sfogliatella frolla, storicamente più recente, ha una forma e un impasto diversi dalla precedente. E’ rotonda e con l’esterno morbido tipico della pasta frolla, cosparso di zucchero a velo. Il ripieno è il medesimo per entrambe e vi possiamo dire che, gustate calde, sono una goduria per il palato che non vi scorderete tanto facilmente!

Giorno 4.

Napoli sotterranea

La mattina l’abbiamo dedicata ad un aspetto non trascurabile di Napoli: i suoi sotterranei. Napoli non è solamente la città che vediamo oggi in superficie, ma anche un insieme di gallerie e cunicoli sotterranei che nel tempo hanno cambiato aspetto e funzione. E’ possibile accedervi solo in due punti, noi abbiamo scelto quello delle gallerie sotterranee che iniziano da Via dei Tribunali. Dopo una breve fila, abbiamo raggiunto il gruppo e la guida ci ha condotto nel sottosuolo partenopeo.

Pizza fritta

Dopo questo interessante girovagare nei sotterranei, ci siamo godute una pausa pranzo più che tipica: la pizza fritta.
Acquistata in una piccola bottega alla fine di Via dei Tribunali, abbiamo gustato questo capolavoro culinario (perché di capolavoro stiamo parlando) fra turisti e clientela fedele. Non osate chiamarla “panzerotto”, il nome è inappropriato ma soprattutto verrete bannati dalla città!

Piazza e Chiesa del Gesù Nuovo

Soddisfatte e con la pancia piena, ci siamo recate al Complesso Monumentale di Santa Chiara. Prima di entrarvi abbiamo percorso Piazza Dante e attraversato la Piazza del Gesù Nuovo che, oltre a prendere il nome dall’omonima Chiesa adiacente ed essere un punto di ritrovo serale, presenta al centro una colonna con la Guglia dell’Immacolata. Qui, una volta all’anno (l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione), un pompiere si arrampica sulla sommità per deporre una corona di fiori ai piedi della statua della Madonna.
Vi raccontiamo un paio di curiosità circa la Chiesa del Gesù Nuovo: al suo interno si trova una cappella dedicata a San Giuseppe Moscati, in vita medico napoletano che aiutò gratuitamente molti poveri della città; la Chiesa venne colpita nel 1943 da una bomba che si limitò a spaventare l’edificio senza però esplodere.

Tornando al Complesso Monumentale di Santa Chiara, vi suggeriamo di visitare assolutamente il chiostro, uno splendido giardino di forma quadrata diviso da sentieri decorati con 72 colonne ottagonali e ricoperte di maioliche dipinte a mano. Ad intervallare le colonne ci sono delle strutture di raccordo che fungono da panche, anch’esse maiolicate.
A rendere il tutto ancora più suggestivo, alberi di agrumi tutt’intorno.

Giorno 5.

Ultimo giorno di permanenza. Non si può lasciare Napoli senza aver visto il mare e il Vesuvio e, per quest’immancabile tappa, abbiamo scelto un percorso un po’ diverso dal solito.

Vista panoramica dal Vomero e Spaccanapoli

Anziché recarci a Piazza del Plebiscito e da lì dirigerci sul lungomare verso la zona della Mergellina, abbiamo preso la funicolare da Piazza Montesanto fino al Vomero. Prima di scendere da lì verso il lungomare, ci siamo godute la splendida vista panoramica davanti alla Certosa di San Martino. L’occhio attento può scorgere fra le vie del centro la famosa Spaccanapoli, un’arteria viaria che letteralmente divide in due il paesaggio urbano rendendolo un panorama unico al mondo.
Dopo un po’ di relax, partendo dalle mura di Castel Sant’Elmo, ci siamo incamminate lungo i sentieri del Vomero (alcuni anche con ampie gradinate) che conducono verso il lungomare fra splendide ville liberty.
La vista di Castel dell’Ovo ci ha incantate. Il Castello sorge su un isolotto roccioso e si dice che qui approdò la sirena Partenope, musa da cui oggi deriva la dicitura partenopeo.
Il nome del Castello deriva invece da un’altra leggenda: si narra che il poeta Virgilio avesse seppellito un uovo nelle segrete del maniero e che, se l’uovo si fosse rotto, l’intera città di Napoli sarebbe andata distrutta.

Il nostro viaggio non poteva che concludersi con un delizioso piatto da Antonio&Antonio sul lungomare (date le temperature tutt’altro che invernali) e con l’incantevole Castel dell’Ovo a farci da sfondo.

Vi abbiamo già detto di aver amato Napoli fin dal primo istante e ancora di più alla fine di questo breve ma intenso viaggio.
Lasciare la città è stato più difficile del previsto, sarà stata colpa delle temperature miti, della cucina deliziosa, del calore della gente?
Chissà se siamo riuscite, in questo articolo, ad incuriosire anche voi e farvi venire voglia di organizzare qui il vostro prossimo viaggio. Fateci sapere!

Questo articolo è presente nella classifica di Travel365 di Marzo 2020.

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22 Commenti
  1. Paola 1 mese fa
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    Sono stata a Napoli diverse volte, è la mia città del cuore, quella che mi ha rapita completamente, però non ho mai assaggiato il fiocco di neve. Devo recuperare appena tornerò a vivere i colori di Napoli.

  2. Conosco Napoli molto bene perché ci sono stata tante volte. Ora però non ci vado da parecchi anni e mi è piaciuto molto ripercorrerla insieme a voi leggendo l’articolo!Vi confermo che Napoli è una città che manca!

    • Grazie Federica! Speriamo presto di poter fare una nuova tappa a Napoli, ci manca molto.

  3. mara 2 mesi fa
    Rispondi

    Ciao dovrei andarci a settembre per cui questo post mi è molto utile….spero di poter andare data la situazione attuale.

    • Ciao Mara! Speriamo proprio di si, Napoli è stupenda. Buon preparativo e buona visita!

  4. Sono stata anche io a Napoli lo scorso autunno e l’ho adorata. Mi ha conquistata con i suoi contrasti e i tanti luoghi dell’arte e della storia. Purtroppo però non ho fatto in tempo a visitare la mostra di Andy Warhol, mi sarebbe piaciuto tanto!

    • Ciao Elisa! Napoli è proprio magnifica…speriamo di tornarci presto e di trovare nuove mostre!

  5. Veronica 3 mesi fa
    Rispondi

    Pensa che ci sono stata a Capodanno di quest’anno e ho visto i fuochi d’artificio dalla terrazza dell’albergo che affacciava sul Golfo…non ho mai visto tanti fuochi in vita…mi sono emozionata tanto…e il giorno dopo sono salita al Vesuvio per il panorama più bello ….

    • Ciao Veronica! Che bello, il Golfo è stupendo durante tutto l’anno, a Capodanno deve essere stato una meraviglia…potrebbe essere un’idea per festeggiare il prossimo anno.

  6. Veronica 3 mesi fa
    Rispondi

    Napoli è una città che mi ha rapito piano piano, non è stato subito amore devo dire la verità. Ma ogni anno ormai cerco di tornarci, anche per un solo giorno. Mi ricarica questa città. Una passeggiata sul lungo mare è d’obbligo così come fermarmi per una pizza da Sorbillo. Che bontà!

    • Ciao Veronica! Anche noi vorremmo tornarci anche solo per una pizza…prima o poi lo faremo!

  7. Travel365 3 mesi fa
    Rispondi

    …non vi è proprio piaciuta Napoli, eh? 🙂
    Siamo felici di aver letto il vostro racconto nel Best Travel Post di Marzo su Travel365, abbiamo preso un sacco di appunti su cosa e dove mangiare soprattutto… 😛
    Grazie per aver condiviso il vostro racconto con noi!

    • Se fosse possibile ci torneremmo già domani… Grazie a Travel365 per la recensione come Best Travel Post.

  8. Helene 4 mesi fa
    Rispondi

    Non ho mai visitato Napoli anche se negli ultimi tempi avevamo iniziato a valutarne una visita viste le tante recensioni positive. Articolo molto dettagliato, grazie.

  9. Sara 4 mesi fa
    Rispondi

    Magnifica Napoli, ci ho vissuto 5 anni, la conosco benissimo, mi è rimasta nel cuore e appena posso ci torno.
    Le persone sono fantastiche, la città unica, la cucina buonissima.
    Complimenti, l’hai descritta benissimo!

  10. Luigi 4 mesi fa
    Rispondi

    Articolo e foto bellissime! Complimenti!

  11. Imma 4 mesi fa
    Rispondi

    Che meraviglioso lavoro ragazze! Fatto con rigore, maestria e tanto cuore! Grazie da chi come me é nato in quei luoghi, da chi li ha conosciuti ed amati e da chi, grazie alle vostre parole, si incuriosirà e andrà a scoprirli 🙂

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